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Occhiali da vista.

Gli occhiali da vista, prima dell’invenzione delle lenti a contatto, erano strumenti necessari per rettificare difetti della vista di vario genere. Wikipedia ad esempio li definisce “una protesi di uso comune composta da una montatura e da due lenti atte a correggere imperfezioni della vista dovute a vizi refrattivi o a insufficienze nella funzionalità oculare”.
In alcuni casi gli occhiali sono tutt’oggi inevitabili, ma ciò poco importa da quando, soprattutto negli ultimi anni, sono diventati molto più di una “protesi”.
La moda, il design, la tecnologia hanno introdotto nuove forme, colori e materiali rivoluzionandone il concetto stesso ed oggi gli occhiali da vista possono essere considerati a pieno titolo un vero e proprio accessorio d'abbigliamento. La varietà di modelli, inoltre, è talmente vasta che tutti possono facilmente trovare l'occhiale adatto al proprio viso, aggiungendo quasi sempre un qualcosa di più “interessante” alla persona, ed è per questo motivo che molti preferiscono vedersi con gli occhiali piuttosto che senza, e si possono addirittura trovare casi estremi in cui qualcuno li indossa senza avere difetti agli occhi, spesso nel mondo dei VIP.

MONTATURE PER OCCHIALI DA VISTA

I materiali con i quali vengono realizzati le montature per occhiali da vista e da sole sono numerosi.
Bisogna sempre tener presente però che nella scelta della montatura, anche se l’aspetto estetico, e quindi l'armonizzarsi della forma, dei materiali e dei colori con la fisionomia del viso, nonché il gusto personale di chi la deve indossare, è di fondamentale importanza, al fine di ottenere risultati altamente soddisfacenti sotto ogni punto di vista, occorre valutare anche fattori puramente tecnici, quali i materiali di costruzione delle montature, suddivisibili in:
Materiali plastici: il più comune materiale plastico utilizzato per le montature di occhiali è l'acetato di cellulosa, una materia molto pregiata che offre moltissime possibilità di lavorazione grazie alla sua resistenza ed elasticità e che può assumere infinite tonalità di colore, caratteristica per quale i designer possono dare campo libero alla loro fantasia nella progettazione delle montature. Altri materiali plastici impiegati possono essere il propionato, l’Optyl, il nylon ecc.
Metallo: nella maggior parte dei casi i metalli utilizzati per la realizzazione delle montaure sono l’alpacca, il blanka e il monel. Negli utlimi anni però l’uso dell’acciaio, del titanio e delle loro leghe si è moltiplicato grazie alle importantissime qualità di resistenza e leggerezza (soprattutto nel titanio) che permettono di ottenere montature molto sottili e quasi invisibili. Il titanio in più è anallergico e non soggetto a corrosione.
Glasant: prende il nome di Glasant, più comunemente detto occhiale "a giorno", la montatura costituita da un ponte con appoggi nasali e due aste con relative cerniere. Questi meccanismi vengono fissati alle lenti con viti o perni tramite fori o incastri che si fanno sulle lenti sagomate. Astine e ponte di collegamento vengono realizzati in materiali plastici o in metalli (tipicamente il titanio).
Nylor: è un tipo di montatura per occhiali caratterizzata dalla parte superiore (ciliare) in metallo o materiale plastico e la parte inferiore da un sottile filo di nylon che va posizionato all'interno di una scanalatura che viene ricavata nel bordo inferiore della lente. Molto belle esteticamente le montature Nylor sono adatte solo nei casi in cui vengono realizzate con lenti più resistenti.

CONSIGLI PER L’UTILIZZO DEGLI OCCHIALI DA VISTA

Igiene
“Se gli occhiali non sono puliti adeguatamente, possono formarsi nel tempo depositi che sono il terreno di coltura ideale, un "collante" per lo sviluppo di colonie di microrganismi patogeni, quali funghi e batteri, che si moltiplicano velocemente e quindi possono provocare infezioni oculari.
Esiste una flora batterica di funghi e batteri che normalmente vivono nell'occhio sano. I microrganismi patogeni, che crescono nell'occhiale o nella lente a contatto sporca, si propagano per via aerea e possono giungere a contatto della cornea, fino a provocare una cheratite”(Wikipedia).
Per conservare le lenti in condizioni ottimali, è necessaria un'attenta ed accurata pulizia quotidiana. Suggeriamo di utilizzare un prodotto spray oppure di lavarle sotto acqua corrente con sapone neutro, avendo poi cura di asciugarle con un panno morbido, assicurandosi prima che non vi siano residui di polvere e granelli di sabbia che potrebbero graffiare le superfici.
Utilizzo
Non appoggiare mai gli occhiali capovolti: le superfici potrebbero graffiarsi non consentendo più una visione nitida.
Una volta tolti gli occhiali, riporli sempre nell'apposito astuccio.
Evitare qualsiasi schizzo di lacca o solventi chimici sulle lenti che potrebbero causare l'opacizzazione delle superfici.
Evitare l'esposizione degli occhiali a forti fonti di calore diretto o a getti di vapore (per esempio, non lasciare mai gli occhiali sul cruscotto dell'auto al sole per lungo tempo).
Se possibile, calzare e rimuovere sempre gli occhiali impugnando entrambe le aste con le due mani. In questo modo, si salvaguarderà la simmetria della montatura.
Sottoporre gli occhiali a periodica verifica: il serraggio delle viti su anelli ed aste della montatura previene fuoriuscite accidentali delle lenti.
In caso di rottura, sostituire immediatamente placchette e terminali di gomma.

LENTI PER GLI OCCHIALI DA VISTA

  • Lenti progressive

    Nel settore oftalmico, il mezzo che più riesce a rendere la visione del presbite vicina a quella del non presbite è la lente progressiva. In queste brevi note si descrivono gli aspetti essenziali di queste lenti, tracciando una panoramica dei soggetti più o meno idonei al loro corretto utilizzo.
    Per visione da vicino si intende quella che viene svolta tra i 5 ed i 25 cm. : per tale impegno il nostro sistema visivo deve esercitare una accomodazione. E' evidente che il progredire dell'età, e quindi della presbiopia, limita tali possibilità ed è pertanto necessario apportare, con una lente oftalmica, quanto la modificazione del cristallino non riesce più a dare.

  • Caratteristiche delle lenti progressive

    Le lenti progressive presentano due zone funzionali, una per la visione per lontano (oltre i 5 metri) ed una per quella da vicino (40-33 centimetri); queste due porzioni di lente sono unite da un settore di transizione detto canale di progressione, in cui la potenza della lente cresce dall'alto verso il basso per arrivare al valore del potere per vicino. Questa parte di lente viene utilizzata per la visione a distanze intermedie cioè da 40 cm. a 5 metri.
    Queste lenti, rispetto ad altre soluzioni ottiche (lenti monofocali, bifocali, trifocali), presentano quindi porzioni di lente tali da consentire la visione nitida a tutte le distanze; oltre a questo pregio, e ad altri di natura ottica, non presentano l'antiestetica linea di separazione presente nelle lenti bifocali e trifocali.
    Come ogni altra cosa di questo mondo, accanto ai numerosi pregi, presentano certi condizionamenti legati a quelle che vengono chiamate zone non funzionali, cioè le zone periferiche al canale di progressione, nelle quali la qualità dalla visione non è perfetta a causa delle aberrazioni.
    Dobbiamo far presente che molte limitazioni sono in fase di soluzione e sempre di più si sta cercando di fare per riuscire a rendere la lente progressiva di facile utilizzo. E' comunque fuori dubbio che tutti i problemi non potranno essere risolti, molto continuerà a dipendere dalla corretta selezione dei pazienti, da un corretto montaggio e centratura di queste lenti, nonché da una corretta informazione di quali sono i passi importanti per il raggiungimento dell'adattamento ed il corretto utilizzo delle lenti.

  • Indicazioni all'uso di lenti progressive

    Molte sono le situazioni nelle quali l'uso delle lenti progressive non è indicato, o comunque richiede particolari attenzioni e lunghi periodi di adattamento.
    Le situazioni meno favorevoli sono:

    • astigmatismi elevati, soprattutto se obliqui.

    • disturbi dell'equilibrio (labirintite, vertigini, stati ipertensivi ed ipotensivi).

    • necessità di un ampio campo di visione, sia nella zona per lontano che per vicino.

    • adattamento all'uso di bifocali o trifocali.

    • ametropi non adatti per ragioni fisiologiche e psicologiche.

    • soggetti che presentano astigmatismi diversi per lontano rispetto a vicino.

    • ametropi con handicap fisici che non riescono a controllare la postura.

    • differenze significative di correzione tra i due occhi.

    • soggetti che mal si adattano ai cambiamenti di prescrizione, se non addirittura alla forma dell'occhiale.

    • diversa addizione nei due occhi.

    Va comunque sottolineato che il periodo di adattamento è circa 10/15 giorni, in tale periodo è opportuno regolarsi secondo le indicazioni del professionista; comunque alcune regole guida, per l'utilizzo di tali lenti, possono essere:

    • ruotare la testa anzichè gli occhi per osservare oggetti lateralmente.

    • evitare di reclinare la testa indietro per la visione a distanza e non abbassare la testa per la visione per vicino.

    • abituarsi, per la lettura, a ruotare gli occhi verso il basso più del naturale, ciò al fine di superare il canale di progressione; tale situazione è un limite ineliminabile delle lenti progressive.

    • tollerare nei primi giorni una sensazione di disorientamento spaziale. Tale problema sarà sempre meno avvertito con il passare dei giorni fino a recedere, nella peggiore dell'ipotesi, nel giro di qualche settimana.

    Candidati ideali per questo tipo di lenti sono:

    • il giovane presbite che lamenta i primi problemi per la visione prossima.

    • i miopi non elevati, non abituati a togliersi gli occhiali per vicino.

    • l'afachico corretto con lenti a contatto o lo pseudo fachico.

    • i soggetti che per motivi estetici non accettano il bifocale.

    • i soggetti con necessità visive a medie distanze (50/90 cm).

    La percentuale di successi ottenuti con l'uso di queste lenti è andata sempre più aumentando nel corso degli anni, al punto da poter considerare questo ausilio visivo una realtà ormai irrinunciabile per i presbiti che ne fanno uso.
    Viene spontanea la domanda se, dal punto di vista tecnico, ancora qualcosa potrà essere fatto per renderle di più facile utilizzo. La risposta è affermativa, lo sviluppo tecnologico ha permesso non solo di ottimizzare la superficie anteriore della lente (la superficie progressiva), ma anche quella posteriore. Realtà sono inoltre lenti progressive realizzate con materiali fotocromatici o in policarbonato.
    Sarà sicuramente nell'immediato futuro la lente che verrà ottimizzata portatore per portatore, cioè una lente personalizzata. Presente è comunque l'ottimizzazione di tutta una serie di sistemi elettronici per il rilevamento dei parametri necessari per il corretto montaggio, l'affidabilità delle mole computerizzate per la lavorazione delle lenti stesse e la loro centratura; ciò comunque non potrà mai far prescindere dalla necessità di una grande conoscenza di queste lenti, da parte del professionista proposto sia alla scelta del tipo più idoneo per quel portatore che al suo montaggio.

  • LENTI BIFOCALI

    Le lenti bifocali sono la soluzione ideale per mantenere contemporaneamente una visione nitida da vicino e da lontano. Infatti le lenti bifocali hanno il vantaggio di mettere a fuoco sia gli oggetti distanti che vicini.
    Benchè le lenti bifocali abbiano questo vantaggio sulle lenti monofocali, hanno comunque alcuni limiti.
    Uno dei principali svantaggi nell’utilizzare le lenti bifocali e la linea di demarcazione che separa la percezione da vicino e lontano. Questo è un problema in quanto crea una discontinuità quando si passa dalla percezione da lontano a quella da vicino.
    Un altro svantaggio delle bifocali è il fenomeno ottico noto come ‘salto’ che si manifesta quando si muovono gli occhi dalla sezione ‘da lontano’ delle lenti, attraverso la demarcazione alla sezione ‘da vicino’. Ciò causa delle immagini distorte o dislocate.
    Un altro limite delle lenti bifocali e l’incapacità, nella maggior parte dei casi, di vedere oggetti a distanza intermedia come il monitor del computer. Come si può capire, mentre gli oggetti distanti rimangono chiari la visione a distanza intermedia del computer puo rimanere sfuocata. In questo caso, il solo modo per mettere a fuoco lo schermo del computer è quello di utilizzare la sezione bifocale delle lenti e avvicinare la testa al monitor. Muovere costantemente la testa diventa molto scomodo. Specialmente se il lavoro sul computer viene svolto per un periodo di tempo esteso.
    L’incapacità di mettere a fuoco la visione intermedia è la principale lamentela della maggior parte di coloro che fanno uso di lenti bifocali. E come risultato viene richiesto un diverso tipo di lenti multifocali.

  • TRATTAMENTO ANTIRIFLESSO

    Il trattamento antiriflesso viene realizzato su di una lente al fine di ridurre le immagini disturbanti che si formano per riflessione dalle sue superfici. Le immagini possono essere generate da radiazioni provenienti da sorgenti posizionate:

    • Dietro la lente e riflesse dalla superficie posteriore.

    • Dietro la lente che dopo essere state rifratte dalla superficie posteriore, riflesse da quella anteriore e ulteriormente rifratte dalla superficie posteriore, arrivano all'occhio.

    • Davanti alla lente, ottenute dalla rifrazione sulla superficie anteriore, da due riflessioni (prima sulla superficie posteriore e successivamente su quella anteriore) e dalla ulteriore rifrazione sulla superficie posteriore. Nonostante la loro bassa intensità sono le immagini riflesse più fastidiose.

    • Davanti alla lente che, dopo averla attraversata, si riflettono sulla cornea e, dopo ulteriore riflessione sulla superficie posteriore della lente arrivano nuovamente a livello oculare, la loro intensità risulta molto ridotta.

    • Davanti alla lente, in questo caso le radiazioni luminose, dopo averla attraversata, si riflettono sulla cornea e, dopo una prima rifrazione sulla superficie posteriore, si riflettono su quella anteriore, arrivando a livello oculare dopo l'ulteriore rifrazione sulla superficie posteriore. Anche questa immagine, simile alla precedente, ha una bassa intensità.

    Il trattamento antiriflesso, anche se multistrato, non può eliminare completamente tutte le lunghezze d'onda riflesse dalla lente ed è per questo motivo che le lenti trattate presentano comunque una colorazione residua. Poiché l'intensità delle immagini riflesse aumenta all'aumentare dell'indice di rifrazione del materiale della lente il trattamento antiriflesso diventa importante al fine di ottenere:

    • aumento della brillanza.

    • miglior definizione dell'immagine per aumentato contrasto.

    • attenuazione delle immagini fantasma riflesse.

    • maggior continuità del livello di prestazione in quanto l'attività percettiva è meno disturbata dalle immagini fantasma.

    • riduzione degli inestetismi legati alle riflessioni generate dalla superficie anteriore della lente.

    Un trattamento antiriflesso è sempre da consigliare ed in particolare nei seguenti casi:

    • in lenti di medio e alto potere poiché vengono ridotti gli anelli concentrici dovuti alle riflessioni periferiche.

    • per la guida notturna in quanto l'utilizzatore risulta meno disturbato da fanali, lampioni e insegne luminose.

    • nelle anisometropie in quanto si attenua il diverso aspetto esteriore tra le due lenti.

    • per portatori di lenti con elevati poteri prismatici.

    • per operatori di videoterminal.

  • FOTOCROMATISMO E TRATTAMENTO ANTI RAGGI UV

    Le lenti fotocromatiche, o con trattamento anti raggi uv, contengono un pigmento fotocromatico che attiva – o scurisce – la lente all’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) della luce del sole. Quando la luce UV diminuisce, le lenti ritornano allo stato chiaro. Al cambiare delle condizioni di luce all’aperto, il livello di scurimento si adegua, creando il giusto livello di tinta e consentendo alla giusta quantità di luce di raggiungere l’occhio. Questo consente alle lenti fotocromatiche di aiutarti a proteggere i tuoi occhi dalla luce visibile, riducendo il riverbero, diminuendo l’affaticamento oculare e permettendoti di distinguere i contrasti più facilmente.
    Per la luce che non puoi vedere, quella ultravioletta, le lenti fotocromatiche ti aiutano a proteggere i tuoi occhi per preservare il benessere visivo a lungo termine. È importante ricordare che, qualunque sia l’aspetto della luce e la sua intensità, le lenti fotocromatiche bloccano costantemente il 100% di raggi nocivi UVA e UVB. In altre parole, le lenti fotocromatiche forniscono una protezione automatica dai raggi UV in qualunque ambiente, proteggendo costantemente gli occhi dalla luce invisibile e offrendo una visione buona e confortevole in quella visibile.
    Le lenti fotocromatche iniziano a scurirsi appena esposte alla luce UV. Maggiore è l’intensità dei raggi UV, più scure diventano le lenti. Quando i raggi UV non sono più presenti, le lenti iniziano immediatamente a ritornare allo stato chiaro. La maggior parte delle persone che le indossa riferiscono che l’adattamento avviene così velocemente e impercettibilmente che quasi non se ne accorgono. Ma si accorgono sempre del comfort visivo che la lente continua ad offrire in qualunque condizione di luce.
    Il riverbero può essere descritto come una “luminosità estrema” dovuta alla presenza di luce visibile in eccesso. Il riverbero può essere distraente e anche pericoloso e può verificarsi giorno e notte in vari modi.
    Il riverbero può provocare un disagio agli occhi che provoca affaticamento. In casi estremi, il riverbero può anche provocare una cecità temporanea
    Occorre considerare quattro tipi di riverbero:

    • Riverbero distraente

      Il riverbero distraente può essere provocato dalle luci delle automobili o dall’illuminazione urbana notturna. Può anche essere semplicemente una luce riflessa sul lato anteriore delle lenti che non consente agli altri di vedere bene i tuoi occhi. Analogamente, può anche essere dovuto al riflesso posteriore o interno della luce sulle tue lenti, vedrai il riflesso distraente dei tuoi occhi o di oggetti dietro di te nel campo visivo davanti a te. Di conseguenza questo tipo di riverbero può provocare affaticamento oculare, fastidio e distrazione.

    • Riverbero fastidioso

      Il riverbero può essere provocato dalle normali condizioni di luce del sole ogni giorno. Secondo la sensibilità individuale alla luce, questo riflesso può essere fastidioso a prescindere dalle condizioni climatiche o dal momento della giornata. Può essere presente a ogni livello di intensità della luce, o quando ci si sposta da una condizione di luce a un’altra. Il riverbero fastidioso spesso provoca il disagio e l’affaticamento degli occhi.

    • Riverbero invalidante

      Questo tipo di riverbero proviene da una luce intensa ed eccessiva e può verificarsi quando ci si trova direttamente davanti al sole. Il riverbero invalidante può bloccare la visione perché la luce intensa può provocare un contrasto significativamente ridotto dell’immagine sulla retina. Gli effetti latenti possono durare anche oltre il periodo di esposizione.

    • Riverbero riflesso o accecante

      È provocato dalla luce riflessa da superfici lisce e luccicanti quali l’acqua, la sabbia o la neve. Può essere abbastanza forte da bloccare la visione. La luce riflessa è polarizzata e richiede lenti polarizzate per essere diminuita in maniera ottimale.

  • MATERIALI PER LA COSTRUZIONE DI LENTI OFTALMICHE

    I materiali più usati per costruire le lenti oftalmiche (lenti per occhiali) si possono dividere sostanzialmente in lenti in vetro minerale, lenti in materiale organico e lenti in policarbonato.
    Le lenti in vetro minerale si suddividono a loro volta in:

    • Lenti in vetro crown 1,5

      Le lenti in vetro crown 1,5 sono, fra quelle in vetro minerale, le più utilizzate per la compensazione di miopie ed ipermetropie leggere. Questo materiale ha indice di rifrazione 1,523 e peso specifico 2,61, ha ottime proprietà ottiche, come ad esempio la bassa dispersione cromatica (Numero di Abbe 58,8), l' elevata trasparenza che può essere ulteriormente esaltata con l' applicazione di un trattamento antiriflesso sulle 2 superfici, al fine di ridurre al minimo i riflessi. E' disponibile colorato o fotocromatico, ha la fragilità propria del vetro.

    • Lenti in vetro crown 1,6

      Le lenti in vetro crown 1,6 sono utilizzate per la compensazione di miopie ed ipermetropie leggere e medie. Questo materiale ha indice di rifrazione 1,60 peso specifico 2,63 e Numero di Abbe 41,5, ha le medesime caratteristiche del crown 1,5 tranne l' indice di rifrazione che leggermente più alto, ne consegue che a parità delle altre condizioni, lo spessore sarà leggermente inferiore, e la dispersione cromatica leggermente più elevata in quanto inversamente proporzionale al Numero di Abbe.

    • Lenti al titanio 1,7

      Le lenti al titanio 1,7 sono più indicate per le miopie medie, elevate ed elevatissime. L' indice di rifrazione è pari a 1,70 e il peso specifico è 3,21. Rispetto al vetro crown, ha una maggiore dispersione cromatica (Numero di Abbe 35 o 40), maggiore riflessione sulle superfici e maggiore fragilità, oltre al peso notevolmente più elevato. Come tutte le lenti in vetro, anche il vetro al titanio, è colorabile. Concludendo, l' unico pregio delle lenti al titanio è l' alto indice e quindi il ridotto spessore al bordo. Su questo tipo di lenti è raccomandato il trattamento antiriflesso.

    • Lenti al lantanio 1,8 e 1,9

      Le lenti al lantanio 1,8 e le lenti al lantanio 1,9, presentano proprietà simili alle lenti al titanio 1,7, con l' accentuazione di tutti i difetti del titanio, e con l' unico vantaggio di una maggiore riduzione di spessore dovuta al più alto indice di rifrazione (1,80 per il lantanio 1,8 e 1,89 per il lantanio 1,9). In conclusione, le lenti al lantanio sono indicate nelle miopie elevate ed elevatissime, o in tutti i casi in cui il soggetto vede come assolutamente prioritaria la riduzione di spessore.

    Lenti in materiale organico

    Le lenti in materiale organico sono disponibili in svariati indici di rifrazione che vanno dall' 1,50 del classico materiale organico chiamato CR39, all' 1,67 e all' 1,74 dei relativamente nuovi materiali organici con i quali si ottengono lenti sottili come o più di quelle al titanio, con il grande vantaggio dell'infrangibilità e di una notevole riduzione di peso. Il lato negativo dei materiali organici in genere, è dato dalla scarsa resistenza alle abbrasioni, difetto che comunque è stato attenuato dai nuovi trattamenti indurenti applicati alle superfici, anche in accoppiamento al trattamento antiriflesso multistrato e ad un altro trattamento che ne facilita la pulizia. Comunque è opportuno porre molta attenzione nella pulizia delle lenti organiche, evitando assolutamente di strofinare le superfici se prima non sono state accuratamente lavate in acqua corrente, al fine di rimuovere eventuali particelle abbrasive.
    La dimensione e forma del cerchio della montatura utilizzata rappresenta un altro fattore importante nella determinazione dello spessore delle lenti e quindi del risultato finale. Nella scelta della montatura, a meno che non si tratti di correzioni molto lievi dal punto di vista diottrico, non bisogna tenere conto solo del fattore estetico e di tendenza, ma, quando i valori di miopia, ipermetropia o astigmatismo superano le 2 diottrie, è opportuno scegliere fra montature di dimensioni tanto più contenute quanto maggiore è il grado del difetto visivo e quanto più piccola è la distanza interpupillare del soggetto, tenendo comunque presente che se da un canto la montatura di piccole dimensioni permette di ottenere delle lenti più sottili, il campo visivo risulta inevitabilmente ridotto.
    Quanto detto relativamente allo spessore e al peso delle lenti vale oltre che per la miopia, anche per l'ipermetropia e per l' eventuale astigmatismo, soltanto che, mentre per la miopia semplice o associata ad astigmatismo miopico, lo spessore maggiore si presenta nella parte periferica delle lenti, nel caso dell' ipermetropia semplice o associata ad astigmatismo ipermetropico, lo spessore maggiore è al centro.
    La scelta di una lente può essere influenzata dal tipo di attività, di lavoro o di uso che si intende fare con quell'occhiale.

    Lenti in policarbonato

    Il policarbonato nasce come materiale sintetico per l’industria aerospaziale per poi essere utilizzato con grande successo nel settore ottico (lenti protettive e filtri solari per lo sport) grazie alla sicurezza che offre in termini di resistenza alle rotture e scheggiature.
    Le lenti in policarbonato sono anche apprezzate per la loro leggerezza e sottigliezza, grazie a un indice di rifrazione medio-alto, per la naturale proprietà di protezione dai raggi UV.
    Si confermano anche come le lenti migliori per bambini e ragazzi, per gli sportivi, nonché per tutti coloro che si espongono ad attività o lavori gravosi.

IL COMPUTER E GLI OCCHIALI DA VISTA

La diffusione dell’utilizzo del personal computer nei luoghi di lavoro e in casa, porta sempre più persone a soffrire di disagi visivi, mal di testa e sensazione di affaticamento dovuti alle ore trascorse davanti al monitor. Per risolvere questo problema, molto più diffuso di quel che si pensa, si possono utilizzare occhiali specifici per l’utilizzo a videoterminale, ossia dotati di lenti specifiche per questo uso. Coloro che non presentano difetti visivi, dovrebbero utilizzare lenti antiriflesso, con colorazione degradante, di una tonalità specifica di grigio/azzurro con opportuna micro-correzione diottrica adeguata alla distanza di lavoro. Aumentando il contrasto ed eliminando l’effetto di sfarfallio tipico del monitor, permettono di ridurre notevolmente l’affaticamento visivo Per coloro che già presentano difetti visivi quali miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, si possono realizzare lenti specifiche che, ottimizzando la visione da vicino, eliminano anche questi problemi. In particolare per la correzione della presbiopia si possono realizzare lenti dinamiche che, oltre a migliorare la lettura a monitor, consentono una visione ottimale in un raggio che varia da 33 cm a oltre 1 metro, con un campo visivo molto più ampio rispetto alle normali “lenti da lettura”.