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Difetti visivi, difetti della vista.

Un occhio senza difetti visivi è in grado di formare sulla retina l'immagine di un oggetto posto all'infinito e si dice emmetrope. Questa capacità dipende dalla perfezione delle lenti dell'occhio (cornea e cristallino), che servono a far convergere i raggi luminosi sul punto di fuoco. Se questo punto si colloca davanti o dietro la retina le immagini risultano sfuocate e diventa necessaria una correzione ottica. Ecco allora presentarsi i primi difetti della vista.
I difetti visivi (o AMETROPIE) correggibili con lenti sono:
MIOPIA, ASTIGMATISMO, IPERMETROPIA, PRESBIOPIA.

Miopia, astigmatismo, ipermetropia

In Italia su 60 milioni di abitanti, ben 20 milioni sono portatori di occhiali e di questi 15 milioni sono miopi, 2 milioni astigmatici e il resto ipermetropi.
Astigmatismo e ipermetropia sono patologie congenite e quindi non si può fare prevenzione per questi difetti visivi, ma per la miopia gioca un ruolo determinante l'ereditarietà.
Ecco perchè in caso di miopia familiare, le visite oculistiche dei bambini vanno anticipate e fatte già verso i due anni. Verificare la presenza di miopia precocemente, infatti, aiuta ad evitare progressioni veloci.
Oltre a curare bene l'alimentazione facendo mangiare ai nostri figli i cibi più ricchi di vitamina A ed E, è fondamentale anche l'ambiente in cui leggiamo: ci deve essere una buona illuminazione che non deve affaticare l'occhio.

Sul fronte della ricerca, proprio di recenti alcuni ricercatori britannici hanno individuato il gene responsabile dell'insorgenza della miopia e stanno cercando di sviluppare delle gocce oculari in grado di prevenire o bloccare questo difetto visivo.
Sarebbe una scoperta sensazionale che offrirebbe la possibilità di dire addio agli occhiali o alle lenti a contatto. La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista Nature Genetics, è stata condotta comparando il DNA di oltre 4000 gemelli.
Circa il 45% aveva il "gene malandrino" della miopia e chi di loro ne aveva due è risultato più esposto alla miopia. Per sviluppare un farmaco che possa agire su questo gene (RASGRF1) bisognerà attendere almeno altri dieci anni.

PRESBIOPIA

E' un destino inevitabile per tutti. L'occhio riesce senza difficoltà a vedere oggetti posti a distanze differenti perchè ha un meccanismo (l'accomodazione del cristallino) che permette di spostare con facilità la messa a fuoco su oggetti lontani e vicini.
Con l'avanzare dell'età questa capacità viene meno ed è richiesto un progressivo allontanamento dell'oggetto per avere una visione nitida: questa è la presbiopia.
Nei soggetti senza difetti visivi questo fenomeno compare verso i 45 anni, nell'ipermetrope qualche anno prima, nel miope qualche anno dopo.
La presbiopia viene facilmente corretta con occhiali che permettano di supplire la funzione accomodativa del cristallino: i primi saranno leggeri, ma ogni 3-5 anni è necessario aumentare il potere delle lenti fino a che, intorno ai 60 anni, si ha una certa stabilizzazione.
Volendo si può anche optare per le lenti a contatto multifocali che, però, non sono la soluzione ideale perchè la qualità visiva offerta spesso non è ottimale. Inoltre, le lenti richiedono una manutenzione che è piuttosto laboriosa e che può scoraggiare.

CATARATTA

Non è una malattia ma un fenomeno del tutto fisiologico legato all'età, proprio come le rughe e i capelli.A 70 anni 3 persone su 4 hanno l'opacità del cristallino.
I soggetti più a rischio sono i diabetici, chi ha una forte miopia e chi è in terapia cortisonica.
Attenzione, però, ai campanelli d'allarme: quando le scritte in televisione non appaiono più nitide o quando si avverte fastidio passando, per esempio, dal buio di una galleria alla luce solare, allora è il caso di farsi controllare perchè potrebbero essere tutti segnali di una possibile alterazione del cristallino.
L'unica terapia è l'intervento chirurgico che ha le percentuali più alte di successo tra tutti gli interventi. In Italia si operano di cataratta ogni anno circa mezzo milione di persone che riescono a recuperare una buona visione.
La prevenzione passa sempre attraverso un'attenta difesa degli occhi dai raggi UV, ma spesso gli anziani rifiutano di portare gli occhiali da sole.

Glaucoma

E' la seconda causa di cecità nel mondo e se non curato porta inevitabilmente alla perdita del visus.
In Italia sono circa 550.000 i pazienti accertati. La sua incidenza sale al 10% dellla popolazione oltre i 75 anni.
Il termine glaucoma comprende un gruppo eterogeneo di affezioni nervose ottiche progressive, in cui la pressione intraoculare, troppo alta, danneggia il nervo ottico e riduce il campo visivo.
Caratteristica fondamentale di questa patologia è il fatto di essere praticamente asintomatica fino agli stadi tardivi e, sebbene il danno al nervo ottico sia prevenibile, una volta che questo si è instaurato non vi è possibilità di recupero funzionale.
Quindi l'unico modo per intervenire con tempestività è effettuare visite di controllo periodiche dall'oculista, già a partire dai 40 anni con la misurazione della pressione oculare.
Essendo una malattia familiare è importantissimo il controllo dei familiari del paziente perchè hanno una probabilità quattro volte maggiore di sviluppo della malattia.
Inoltre, esiste una correlazione anche con condizioni come ipertensione, ipotensione, miopia, emicrania, pregressi traumi oculari, uso prolungato di cortisonici.

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE

Oltre tre italiani su dieci, dopo i 75 anni, si trova a dover fare i conti con la degenerazione maculare senile (in sigla DMLE, degenerazione maculare legata all'età). Ma la malattia, che secondo l'Oms è la prima causa di cecità nel mondo occidentale, inizia a colpire tra i 50 e i 60 anni. In italia, infatti, circa mezzo milione di persone in questa fascia d'età ne soffre.
La DMLE può presentarsi in due forme: secc (o atrofica) e umida (o essudativa).
La prima dà assotigliamento della retina centrale per progressiva atrofia dei capillari: si forma una cicatrice con tipico aspetto a "carta geografica.
La seconda è complicata dalla neo-formazione di capillari anomali, che possono provocare emorragie.
Come nella maggior parte delle patologie oculari, anche nel caso della DMLE, la protezione dai raggi UV con le lenti portate fin dall'infanzia e uno stile di vita corretto sono i cardini della prevenzione.
Sul fronte delle terapie laser, oggi si effettua con successo la terapia fotodinamica con verteporfina (PDT) che permette di agire anche nei casi più difficili grazie all'iniezione endovenosa di un farmaco fotosensibile, la verteporfina.

I DISTURBI "ESTERNI" (CALAZIO E ORZAIOLO)

Il calazio si manifesta quando si ostruisce una delle ghiandole deputate alla produzione delle lacrime. Quando ciò avviene si forma un tappo che fa gonfiare la ghiandola e, quindi, la palpebra.
Il calazio si risolve nella maggior parte dei casi spontaneamente. Per migliorare il gonfiore è utile applicare, per una settimana circa, una pomata a base di antibiotico e un blando antinfiammatorio. Sono utili anche degli impacchi caldi di acqua che favoriscono lo scioglimento del blocco ghiandolare.
A differenza del calzaio, l'orzaiolo è doloroso, e si manifesta proprio come un foruncolo che appare su una delle palpebre. Inizialmente la zona è arrossata, poi si gonfia sempre più fin quando appare il classico puntino biancastro. La persona può anche presentare lacrimazione e particolare sensibilità alla luce (fotofobia).
L'orzaiolo tende a scomparire nel giro di due-tre giorni, il tempo necessario affinchè il materiale purulento fuoriesca. Per velocizzare il processo può essere utile applicare una pomata antibiotica (non colliri, perchè scivolano via velocemente dalla palpebra senza riuscire a migliorare la situazione). Facendo degli impacchi caldi sulla zona, non solo si può alleviare il fastidio, ma in questo modo si può anche affrettare il processo suppurativo e quindi il conseguente "scoppio" dell'orzaiolo. E' buona norma non "torturare" l'orzaiolo, cercando di far fuoriuscire il pus per non irritare ulteriormente la zona.

CONGIUNTIVITE E SECCHEZZA OCULARE

Esiste una congiuntivite batterica con occhi gonfi e perdita di liquido giallastro. Si trasmette come un raffreddore o influenza. E' un episodio acuto che si risolve con terapia antibiotica. Per prevenire la congiuntivite serve solo un pò di attenzione alle norme igieniche specie se in famiglia c'è qualcuno che è affetto dal disturbo. Quindi, non bisogna usare lo stesso asciugamani e lo stesso cuscino e lavarsi bene le mani prima di toccarsi gli occhi.
Sempre più diffusa poi è la sindrome da occhio secco. Le nostre lacrime sono responsabili di mantenere l'umidità dell'occhio e agiscono come dei lubrificanti. Le persone più a rischio sono quelle affette da malattie sistemiche (come la sindrome di Sjogren) o autoimmuni come le patologie tiroidee. Anche le donne che stanno entrando in menopausa possono soffrire di occhio secco a causa dei cambiamenti ormonali che impattano anche la quantità e la qualità delle lacrime.
Quando il problema si manifesta, in genere si ricorre a dei lubrificanti come le lacrime artificiali. Perchè siano davvero efficaci, vanno messe diverse volte nell'arco della giornata per mantenere l'occhio sempre umido e il trattamento deve essere continuativo.

IL CALENDARIO DELLE VISITE

La prima visita viene fatta in ospedale al momento della nascita per verificare che non ci siano problemi congeniti. Successivamente il controllo va fatto verso i 3 anni, per individuare eventuali difetti visivi, che possono essere corretti subito con le lenti.
La seconda visita dovrebbe essere prevista in età scolare, per verificare l'insorgenza di miopia, ipermetropia e astigmatismo che potrebbero compromettere il buon inserimento scolastico e l'apprendimento.
Un altro controllo andrebbe fatto tra i 10 e i 15 anni perchè è questa la fascia d'età in cui nel 70% dei casi si manifesta la miopia. Da adulti, un appuntamento obbligato per tutti è quello dei 45 anni per verificare se c'è presbiopia, cioè l'incapacità di vedere bene da vicino. Questa è anche l'età in cui controllare se c'è un eventuale glaucoma in fase iniziale e per verificare le condizioni della retina.
I familiari di pazienti ipertesi e diabetici devono porre maggiore attenzione, perchè cresce il rischio di glaucoma e di retinopatia. Per loro, sarà l'oculista a decidere, dopo una prima valutazione, gli intervalli migliori per i controlli.
Per i soggetti sani, l'altra tappa obbligatoria è collocata a 65 anni. A quest'età bisogna esaminare l'occhio per cogliere eventuali segni precoci di maculopatia in modo da poter intervenire al più presto.
Da quella data in poi, se i problemi sono assenti, i controlli dovrebbero ripetersi ogni anno perchè la "macchina vista" ha fatto tanti chilometri.

GLI ESERCIZI PER GLI OCCHI

Sull'efficacia della ginnastica oculare non c'è accordo tra gli oftalmologi che, nella maggior parte dei casi, la ritengono inutile. Tutti, però, sono concordi sulla necessità di fare delle pause quando si lavora al computer e si legge a lungo per dare agli occhi il tempo di ossigenarsi e riposarsi.
Tra gli esercizi che danno più sollievo e che possono essere praticati ovunque, c'è la rotazione degli occhi. Bisogna sedersi in una posizione comoda ed iniziare a ruotare gli occhi in senso orario. In questo modo si flettono i muscoli esterni che controllano il movimento degli occhi. L'esercizio va ripetuto anche in senso antiorario un paio di volte, ma senza affaticare gli occhi. Al termine, un bel massaggio aiuta davvero a rilassare la vista e regala una piacevole sensazione di benessere. Basta poggiare le mani flesse sugli occhi chiusi senza fare pressione sulle orbite. A questo punto si massaggiano delicatamente gli occhi con movimenti circolari e premendo leggermente il palmo della mano per circa 20 secondi.

LA DIETA PER GLI OCCHI

La dieta che fa bene alla vista è quella dei colori: zucche, arance, fragole, lamponi, mirtilli, carote. Tutti i frutti e le verdure che contengono pigmenti colorati vanno consumati regolarmente perchè il colore indica la presenza di sostanze buone per gli occhi.
In tavola dovremmo portare tutti i giorni (e non solo occasionalmente) cibi che contengono vitamina E, A e C, ma anche sostanze come astaxantina, betacarotene e antocianosidi. Questi ultimi appartengono alla famiglia dei bioflavonidi e si trovano nei mirtilli, nei frutti di bosco e in tutti i vegetali di colore violetto come il cavolo rosso. Poichè i ritmi delle nostre giornate ci impediscono spesso di portare in tavola ogni giorno frutta e verdura, talvolta può essere necessario ricorrere agli integratori vitaminici. E' sufficiente fare due cicli all'anno per un paio di mesi, ma senza mai trascurare l'alimentazione che deve restare la fonte primaria della prevenzione.
Gli integratori sono utili soprattutto per i bambini che non amano le verdure e per gli anziani che mangiano poco e male e che hanno bisogno di tutti i nutrienti per poter prevenire le maculopatie.
Di recente, uno studio americano, l'Areds, ha dimostrato propiro l'efficacia degli antiossidanti nel procrastinare la comparsa della malattia. La suplementazione con vitamine A, C, E, di integratori minerali come zinco, selenio, luteina. zeaxantina, astanzantina è del resto prevista in caso di carenze accertate e di condizioni di malnutrizione o malassorbimento.